Lasci il Napoli e spesso "muori": i due esempi più clamorosi e il caso Sarri

Non sempre lasciare il Napoli per inseguire mete sulla carta più prestigiose si rivela una scelta giusta.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nel corso della sua gestione del club ha avuto la capacità di circondarsi di professionisti seri che hanno fatto benissimo in Campania. L'ultimo in ordine cronologico è Antonio Conte. Il leccese ha riportato i partenopei al vertice della classifica.
Se determinati professionisti hanno fatto così bene il merito, almeno in parte, è anche della società. Hanno trovato le condizioni ideali per esprimere al meglio le proprie potenzialità. Si pensi a Walter Mazzarri. In Campania, nella sua prima esperienza da allenatore, fece benissimo. Oltre a portare il Napoli in Champions League si aggiudicò la Coppa Italia. Ma il passaggio all'Inter si rivelò fallimentare.
Lo stesso Walter Mazzarri, anni dopo, ammise che la scelta di lasciare il Napoli per approdare all'Inter fu infelice. E cosa dire di Cristiano Giuntoli? In Campania vinse uno scudetto, arrivò all'apice della propria carriera. Poi decise di approdare alla Juventus con risultati molto deludenti.
Il discorso Maurizio Sarri meriterebbe un capitolo a parte. Il "Comandante", a Napoli, non vinse nulla, eppure gli ottimi risultati raggiunti (terminare un campionato a 91 punti non riesce a tutti, ndr) e soprattutto lo spettacolare gioco proposto lo elessero a "nuovo guru" del calcio italiano. Altrove ha vinto (con Chelsea e Juventus), ma la sua fama è andata lentamente decrescendo.






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